In cerca di suoni

In cerca di suoni

Spalanca l’uscio,
chè qualcuno tramuti
i lunghi silenzi in armonia.

Aprite le imposte, se potete,
su queste strade un tempo rumorose
di incudini squillanti fino a tardi
come i canti stonati d’osteria.

Ombre!

Nella piazza solo ombre,
accovacciate sulle pietre
come stele, a scaldarsi
ai raggi di un tramonto.

Nessuna voce la quiete
smuove, nemmeno il vento
nascosto oltre le cime.
Non sibili, né pianti
di bimbi capricciosi;
i tuoi passi,
la sola compagnia,
fino al rientro.
Poi,
anch’essi andranno via.

 

 

Poesia n°131 del dicembre 2002

 

Nota dell’autore: poesia dedicata a zio Vincenzo che un giorno ebbe a dirmi: “a Canna non c’è più nessuno! Un giorno volevo parlare con qualcuno; sono uscito di casa, ho fatto un giro per il paese e non avendo incontrato nessuno me ne sono tornato a casa”.