Terra

Terra

Quando d’oro ti ricopri
sei fuoco che non brucia
e se la brezza soffia sull’arsura
s’inchinano le spighe a te legate.
Nelle tue viscere c’è la morte e c’è la vita
come stagioni che si alternano nel tempo!
Ma se accogli le gocce di una fronte
che rivolta la tua durezza
la morte diventa germe
di nuove storie.

Oh terra madre,
come figlio ingrato a te appeso,
ti denudo ti rivesto e ti snaturo!

Ma quando il freddo avvolgerà il mio corpo
nel tuo grembo sarò
terra anch’io!

 

 

Poesia n. 229 del 17 settembre 2009