Ideatore e promotore di questo evento,(quest’anno siamo alla 6^ edizione), è stato senza ombra di dubbio Mario Potente.Mario Potente, giovane imprenditore agricolo di Canna, ha scelto questa vita imprenditoriale e lavora i terreni che furono prima dei nonni e poi dei suoi genitori. Ha una meravigliosa famiglia, che lo aiuta quotidianamente. E’ una persona apprezzata e ben voluta dai suoi compaesani per il suo modo di essere sempre disponibile a dare una mano in ogni circostanza. I suoi terreni si trovano nelle immediate vicinanze del monte Soprano, che guarda sornione il paese di Canna, situato a 408 mlm. Coltiva viti ottenendo un eccellente vino, legumi cottoi di prima qualità. Di recente ha messo a dimora piante di mandorli alle quali presta tanta cura. Di seguito le foto rappresentano l’edizione 2026
Il percorso dell’uva è un cerchio, dura un anno intero:
1. L’INVERNO – Il sonno (Dicembre – Febbraio)
La vite sembra morta, spoglia, invece sta dormendo e raccogliendo forza nelle radici.
Qui l’uomo la pota. Taglia i rami secchi. Sembra una violenza, ma è un atto d’amore: se non la tagli, non farà frutti.
2. LA PRIMAVERA – Il risveglio (Marzo – Maggio)
Spuntano le prime gemme, le chiamano “lacrime della vite”. Poi le foglioline, tenere e chiare.
A maggio fiorisce. Fiori minuscoli, quasi invisibili, ma profumatissimi. Se c’è una gelata o troppa pioggia ora, si perde tutto. È il momento più fragile.
3. L’ESTATE – La fatica (Giugno – Agosto)
Dai fiori nascono gli acini, piccoli, duri e verdi come piselli.
Poi ad agosto succede la magia, si chiama “invaiatura”: l’acino cambia colore, da verde diventa rosso o giallo-oro. Dentro inizia a riempirsi di zucchero.
La pianta soffre il caldo, cerca acqua in profondità. È lì che prende il sapore della terra.
4. L’AUTUNNO – La verità (Settembre – Ottobre)
È la vendemmia. L’uva è pronta quando è dolce fuori e ancora un po’ amara nel seme dentro.
Si raccoglie a mano, grappolo per grappolo. Ogni acino ha visto un anno di sole, pioggia e vento.
5. La trasformazione
L’uva smette di essere frutta. Viene pigiata, il mosto fermenta, si sporca, ribolle.
Deve “morire” come uva per diventare vino. Ci vogliono mesi, a volte anni in botte.
In pratica: potatura, lacrima, fiore, invaiatura, vendemmia, vino.
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