Mimmo Rizzo

QUANDO IL SORRISO E LA FELICITÀ RESTANO ETERNI “M° Giuseppe Tufaro” Il 17 ottobre 2025 è salito in cielo il noto cantante, chitarrista e autore MIMMO RIZZO (77enne), un GRANDE PROMOTORE DEL SORRISO E DELLA FELICITÀ. Per Mimmo, dalla voce bellissima e unica, il M° Giuseppe Tufaro (oggi anche Dir. del Museo delle Cere e gli annessi del polomuseale di Rocca imperiale) compose oltre 50 canzoni che, negli anni ‘80, furono incise su nastri in diverse pubblicazioni e che presto saranno pubblicate su YouTube. Le canzoni furono realizzate in dialetto cannese (Canna-CS) al fin di rappresentare ed esprimere i tanti modi quotidiani di gioia, tristezza, angoscia, malinconia e col fine di dipingere sui visi degli ascoltatori sorrisi di gioia, felicità… di sdrammatizzare sempre quei momenti tristi, e difficili da superare, che l’iter della vita ci pone. Le canzoni furono incise nella casa discografica VDG ITALIANA (la prima sede nata in Calabria a Rocca Imperiale nel 1983, fondata dal M° Tufaro) ed ebbero un successo straordinario in tutte le radio libere italiane, sopratutto in quelle lucane e calabresi, in quanto il dialetto è simile perciò comprensibile. Furono vendute molte musicassette (basti pensare che, per un lungo periodo, la casa discografica ne lasciava 700 a settimana in un tabacchino e andavano a ruba per il grande gradimento). Tra tutte le canzoni, ne spicca una in particolare: “MIMMO”, composta interamente dal grande Mimmo Rizzo, nella quale racconta la sua vita, da allora quarantenne, in un paesino come Canna che lui amava tantissimo. Durante l’incisione del brano ”VOGL STÈ NA CANNARELLA MEIA” (voglio vivere nella mia Canna, seppur paese piccolino) Mimmo si commosse e scoppiò in lacrime, ma continuò a cantare sino alla fine del brano. Subito propose di ricantare e procedere con una seconda registrazione, ma il M° Tufaro, riascoltando il brano, ne rimase affascinato e lo lasciò inciso così com’era venuto per caso: intriso di lacrime d’amore per il suo paese. Il 19 ottobre 2025, al suo funerale, in chiesa tutti osservavano il M°Giuseppe Tufaro perchè era l’unico da cui aspettarsi un discorso, avendo lavorato molto tempo e prodotto un patrimonio di “inni della felicità” con Mimmo… invece il Maestro sentiva di chiudersi nel silenzio per dare spazio al rito religioso, con gli Angeli e i Santi che abbracciavano l’anima gioiosa del grande Mimmo, per accoglierla ai divini festeggiamenti nei cieli. Nel contempo, il M° Tufaro avvertiva nel suo cuore il batter dei cuori dei numerosi presenti, come se scandissero consensi, gratitudine, affetto, amicizia… come se cantassero la gioia d’esser presenti nell’ultimo saluto ad un amico di tutti. Quel momento di gioia collettivo, secondo il M° Tufaro, non necessitava di una ulteriore amplificazione in riti usuali di discorsi (i latini dicevano: “quando non v’è necessità, non bisogna moltiplicare le cose”). All’uscita della chiesa, il nipote Antonio Favoino sorprende tutti con un gesto: accende il telefonino e fa ascoltare ad alto volume la canzone ”VOGL STÈ NA CANNARELLA MEIA”, seguita da un applauso commosso dei numerosi presenti. Il M° Tufaro, seppur rimasto silente durante il rito religioso, il giorno dopo ha raccontato di Mimmo ad amici e conoscenti: ”Voi tutti avete conosciuto Mimmo per la felicità che vi ha trasmesso nei cuori, con le canzoni che avete ascoltato, che vi hanno accompagnato nei diversi momenti della vita e che continuerete ad ascoltare quotidianamente negli anni a seguire, ma forse avrei dovuto fare un piccolo intervento in chiesa per parlarvi del DONO DELLA FELICITÀ, QUELLO “DEL PARLARE BENE” (BENEDIRE=DIRE BENE) che Mimmo viveva nella sua indole e che noi tutti, oggi più che mai, dovremmo avere perché gioverebbe alla società e alzerebbe l’asticella del rispetto reciproco nella nostra qualità della vita. Mimmo non possedeva la “cellula acida” dello SPARLARE (DIRE MALE=MALEDIRE)… infatti, in 37 anni di amicizia, MAI HO SENTITO MIMMO CALUNNIARE, CRITICARE, GIUDICARE… CHI AMA SEMPRE, NELLA VITA FA TUTTO CON AMORE… O MIMMO! AMICO SINCERO, VERO ED ETERNO… GRAZIE per quanto ci hai dato come artista e per come sia stato sconfinatamente ESSERE speciale su questa terra, ricercando sempre la semplicità che non è sinonimo di facilità”
“1 – Il primo ballo degli sposi”.

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“2 – Irene”.

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“4 – Za Rosa nost”.

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“5 – Titina”.

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“6 – A naticchiella”.

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“7 – Silvana”.

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“7) Tei accatteti a machina grann”.

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“8 – Va pasci i crep”.

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“9 – I vogl stè na cannarella meia”.

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“10 – A tripp nu soo”.

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“11 – Lacrima cannese”.

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“12 – Paumma ianca”.

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“13 – Vasc i meni ca ti sfrichi”.

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“14 – Quand si fiss”.

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“15 – Za Tresa”.

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